{"id":3175,"date":"2025-03-24T14:32:38","date_gmt":"2025-03-24T13:32:38","guid":{"rendered":"https:\/\/italiarappvienna.esteri.it\/?page_id=3175"},"modified":"2026-04-13T12:00:44","modified_gmt":"2026-04-13T10:00:44","slug":"ctbto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/italiarappvienna.esteri.it\/it\/litalia-e-le-organizzazioni-internazionali\/aiea\/ctbto\/","title":{"rendered":"CTBTO"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ctbto.org\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-285 img-fluid\" src=\"https:\/\/italiarappvienna.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/cq5dam.thumbnail.588.184-300x94.png\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/italiarappvienna.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/cq5dam.thumbnail.588.184-300x94.png 300w, https:\/\/italiarappvienna.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/cq5dam.thumbnail.588.184.png 588w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"94\" \/><\/a><\/p>\n<p>Negoziato a Ginevra nell\u2019ambito della Conferenza sul Disarmo tra il 1994 e il 1996, il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ctbto.org\/sites\/default\/files\/2023-10\/2022_treaty_booklet_E.pdf\"><strong>Trattato sulla Messa al Bando Totale degli Esprimenti Nucleari<\/strong><\/a><strong>\u00a0<\/strong>(Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty, <strong>CTBT<\/strong>) \u00e8 stato adottato dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 settembre 1996 (<a href=\"https:\/\/treaties.un.org\/doc\/source\/docs\/A_RES_50_245-E.pdf\">A\/RES\/50\/245<\/a>) ed aperto alla firma il 24 settembre 1996. Ad oggi sono 187 gli stati che hanno firmato il Trattato, di cui 178 lo hanno anche ratificato. Tuttavia, ai fini della sua entrata in vigore, l\u2019Articolo XIV richiede che esso venga ratificato da tutti gli Stati elencati nell\u2019Annesso II al Trattato, di cui nove non vi hanno ancora provveduto o hanno revocato la propria ratifica: Cina, Egitto, Federazione Russa, India, Iran, Israele, Corea del Nord, Pakistan e USA.<\/p>\n<p>Il Trattato prevede l\u2019obbligo di non effettuare alcun esperimento di esplosione di ordigno nucleare o di ogni altro tipo di esplosione nucleare (art. 1.1) e di non prestare assistenza nell\u2019effettuazione di alcun esperimento di esplosione di ordigno nucleare o di ogni altro tipo di esplosione nucleare (art. 1.2). A questi fini il Trattato (art. 4) prevede la predisposizione di un capillare regime di verifiche volto a far s\u00ec che nessuna esplosione nucleare venga effettuata. Il CTBT pertanto contribuisce in maniera fondamentale al disarmo nucleare e alla non proliferazione rendendo particolarmente arduo tanto lo sviluppo quanto il potenziamento di ordigni nucleari. Inoltre, il Trattato svolge un ruolo essenziale nel prevenire i gravi danni che possono essere causati a uomini, animali e piante dalle radioattivit\u00e0 prodotte dalle esplosioni nucleari.<\/p>\n<p>Per garantirne l\u2019attuazione, il Trattato prevede che all\u2019atto della sua entrata in vigore venga creata un\u2019apposita organizzazione internazionale: la \u201c<strong>Comprehensive Nuclear \u2013Test \u2013 Ban Treaty Organization\u201d (<a href=\"https:\/\/www.ctbto.org\/\">CTBTO<\/a>)<\/strong>. In attesa delle ratifiche mancanti, \u00e8 stata istituita nel novembre 1996 una <strong>Commissione Preparatoria<\/strong>, con sede a Vienna; il suo compito \u00e8 facilitare l\u2019entrata in vigore del Trattato e di predisporre il regime globale delle verifiche, in modo da assicurarne la operativit\u00e0 al momento della entrata in vigore del Trattato. <strong>Robert Floyd \u00e8 il Segretario Esecutivo<\/strong>, al momento a capo della Commissione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-290 img-fluid\" src=\"https:\/\/italiarappvienna.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/11063711_10153722825304047_1168348663456983735_n-300x225.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/italiarappvienna.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/11063711_10153722825304047_1168348663456983735_n-300x225.jpg 300w, https:\/\/italiarappvienna.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/11063711_10153722825304047_1168348663456983735_n-768x577.jpg 768w, https:\/\/italiarappvienna.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/11063711_10153722825304047_1168348663456983735_n.jpg 960w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Il regime di verifiche, che rappresenta quindi il cuore del Trattato, \u00e8 incentrato sul <strong>Sistema Internazionale di Monitoraggio (SIM)<\/strong> e sulle <strong>Ispezioni in Sito<\/strong>. Il SIM \u00e8 costituito da 337 stazioni di rilevamento volte a monitorare ogni possibile indicatore di esplosioni nucleari. Pi\u00f9 del 90% di queste stazioni sono gi\u00e0 state create. Le stazioni della rete sono di quattro tipi: sismologiche, idroacustiche, infrasuoni e radionuclidi. Le informazioni raccolte dal SIM sono poi trasmesse al Centro Internazionale Dati a Vienna, che si occupa poi di processare e redistribuire tali informazioni agli Stati Membri del CTBTO. Se dalle informazioni cos\u00ec raccolte risulta che in una certa zona si sono verificate esplosioni nucleari, si potr\u00e0 poi procedere a delle Ispezioni in Sito in modo da permettere agli ispettori di raccogliere prove nella zona sospetta. Tuttavia tali ispezioni possono essere richieste e approvate dagli Stati Membri solo dopo l\u2019entrata in vigore del Trattato. Nel frattempo, importanti esercitazioni di Ispezione in Sito hanno avuto luogo nel 2008 in Kazakhistan e nel 2014 in Giordania; la prossima esercitazione si svolger\u00e0 in Namibia nel 2026.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha ratificato il Trattato con la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.parlamento.it\/parlam\/leggi\/98484l.htm\">Legge 15 dicembre 1998 n. 484<\/a>, successivamente modificata dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.parlamento.it\/parlam\/leggi\/03197l.htm\">Legge 24 luglio 2003, n. 197<\/a>. In attuazione del Trattato, l\u2019Autorit\u00e0 Nazionale responsabile per l\u2019attuazione del Trattato, il Ministro degli Affari Esteri, ha provveduto alla istituzione del <strong>Centro Nazionale Dati<\/strong>, che \u00e8 in grado di ricevere i dati provenienti dal SIM e dal Centro Internazionale Dati. Tale centro \u00e8 gestito dall\u2019Autorit\u00e0 Nazionale, con il supporto tecnico-scientifico dell\u2019INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e dell\u2019ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l\u2019Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile). Inoltre l\u2019Italia, oltre che a partecipare alle attivit\u00e0 della Commissione Preparatoria, contribuisce direttamente al Sistema Internazionale di Monitoraggio. Due sono le strutture nazionali inserite in tale sistema: la stazione sismologica di Enna, che si occupa di trasferire dati al Centro Internazionali Dati, e il laboratorio per la rilevazione dei radionuclidi dell&#8217;Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), deputato all\u2019analisi dei campioni di interesse della CTBTO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ultimo aggiornamento: aprile 2026<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Negoziato a Ginevra nell\u2019ambito della Conferenza sul Disarmo tra il 1994 e il 1996, il\u00a0Trattato sulla Messa al Bando Totale degli Esprimenti Nucleari\u00a0(Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty, CTBT) \u00e8 stato adottato dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 settembre 1996 (A\/RES\/50\/245) ed aperto alla firma il 24 settembre 1996. 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